Sottoscrizione del contratto individuale di lavoro a tempo determinato tra GSPD e atleti civili

La cerimonia di premiazione degli undici atleti paralimpici si è svolta lunedì 19 dicembre a Roma

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Lunedì 19 dicembre, presso i locali del Circolo Ufficiali delle Forze Armate di Roma, ha avuto luogo la cerimonia di sottoscrizione del contratto individuale di lavoro a tempo determinato tra Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e atleti civili. Una cerimonia che arriva dopo l’esito del primo bando per la contrattualizzazione di personale civile paratleta del "più alto livello tecnico agonistico" da immettere nelle file del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.

Un momento importante, che ha segnato un ulteriore passo nel processo di integrazione degli atleti paralimpici nel comparto sportivo della Difesa.

Sono undici i rappresentanti del mondo sportivo paralimpico che hanno vinto il primo concorso indetto dal Ministero della Difesa per il reclutamento di atleti paralimpici non militari.

“Un risultato inseguito da anni che rappresenta qualcosa di straordinario non soltanto per la Difesa ma anche per il Paese. Si tratta di una conquista di dignità e un riconoscimento del valore del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa. Un risultato per tutta la famiglia dello sport italiano e per la famiglia dello sport paralimpico in particolar modo. Attraverso queste piccole grandi cose aiutiamo un Paese a crescere dal punto di vista culturale, rendendolo più civile, più equo e più solidale. Diamo anche il segnale che qualcosa sta cambiando, che stiamo portando avanti quella silenziosa rivoluzione culturale che il movimento paralimpico sta regalando. Il segnale che questa giornata dà è che nel momento in cui le intelligenze si mettono in moto tutto può succedere”, è quanto ha dichiarato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.

“Entrare nel GSPD è sicuramente un privilegio – ha ammesso lo schermitore Matteo Betti – ma è anche una responsabilità, perché siamo degli apripista. Da parte mia, spero di ottenere tanti altri successi”.

“E’ un momento particolarmente emozionante e di grande cambiamento – confessa l’arciera Veronica Floreno – ho passato sedici anni in una società sportiva ed è grazie a questa se oggi sono qui. Ringrazio quindi il Presidente Pancalli, il GSPD e la Fitarco che mi ha sempre sostenuto in tutti questi anni”.

Sara Morganti, campionessa di equitazione, ha dichiarato: “La cosa bella del mio sport è il rapporto con il cavallo, che è il vero valore aggiunto. I cavalli mi sono stati di grande aiuto per superare i momenti difficili e per superare gli ostacoli in senso metaforico e reale”.

“Ricominciare a fare sport è stato fondamentale nella mia vita perché mi ha ridato qualcosa di inestimabile – racconta la pongista Giada Rossi – in particolare il tennistavolo mi ha trasformata da ragazzina a donna, dandomi consapevolezza in me stessa e voglia di superare gli ostacoli”.

“Quando ho iniziato a fare sport paralimpico la mia ambizione era quella di partecipare alla Paralimpiade di Tokyo. Esserci andato e aver sfiorato l’oro non ha fatto altro che aumentare questa ambizione e sono convinto che il GSPD mi supporterà per raggiungere un’ambizione ancora maggiore”, ha spiegato l’arciere Stefano Travisani.

Vittoria Bianco, nuotatrice, ha sottolineato: “Dopo essermi fatta amputare la gamba mi sono posta due obiettivi: partecipare ai Giochi di Tokyo ed entrare in un gruppo sportivo. Questo momento, quindi, mi rende particolarmente orgogliosa delle imprese fatte e rende orgoglioso mio padre che indossa la Divisa sin da quanto era giovanissimo”.

“Lo sport mi ha cambiato la vita, sia mentalmente che fisicamente - ha spiegato il campione di atletica Ndiana Dieng – grazie allo sport ho girato il mondo e conosciuto persone che oggi mi vogliono bene”.

“A un giovane consiglierei di praticare una disciplina sportiva perché lo sport è il maestro e supporter migliore della vita, perché ha aiutato me e tutti i miei compagni a superare grandi difficoltà”, ha ammesso lo sciatore Federico Pelizzari.

“Nel mio sport avere la mente svuotata e libera da pensieri è la cosa più importante”, ha raccontato l’atleta di tiro con l’arco Eleonora Sarti.

Non presenti alla cerimonia lo snowboarder Riccardo Cardani e il canoista Federico Mancarella.

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