Il Panathlon Club Roma celebra 70 anni al CONI e lancia il Manifesto sul volontariato

De Sanctis: "La passione non basta più, servono riforme e competenze professionali"

  • Categoria: Dal Comitato
  • Data: 11.06.26
  • Autore: Ufficio stampa
 Il Panathlon Club Roma celebra 70 anni al CONI e lancia il Manifesto sul vol...

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Il Salone d’Onore del CONI ha fatto da cornice alle celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione del Panathlon International Club di Roma. L'importante traguardo è diventato l'occasione per un dibattito profondo sul valore e sui valori dello sport, culminato con il lancio del nuovo "Manifesto sul valore del volontariato nello sport". Un documento che nasce in un momento storico di grandi transizioni normative e strutturali per l'intero comparto sportivo nazionale.
Al centro del confronto, l’intervento del Presidente Marco Giunio De Sanctis, che ha offerto una disamina lucida e pragmatica sullo stato attuale del movimento sportivo generale e, nello specifico, di quello paralimpico. Pur riconoscendo l'evoluzione sostanziale compiuta dal settore negli ultimi anni, De Sanctis ha evidenziato come permangano nodi strutturali inalterati, per superare i quali si rendono necessarie riforme profonde e non più rimandabili.
Il focus si è poi spostato sul pilastro storico dello sport italiano: il volontariato. "Il volontariato ha sempre ricoperto un ruolo importantissimo e continua a ricoprirlo, ma non può più bastare", ha dichiarato il Presidente. "Soprattutto le nostre società e associazioni sportive del territorio sono fondate capillarmente sul volontariato; spesso gli stessi presidenti e dirigenti che portano avanti le attività quotidiane offrono il proprio tempo a titolo completamente gratuito. Tuttavia, questa spinta ideale può continuare a fungere da leva di crescita e di sostegno per lo sport italiano solo se supportata e affiancata da figure professionali preparate".
Secondo De Sanctis, l'introduzione delle nuove normative — a partire dagli adempimenti burocratici e gestionali legati anche alla riforma del lavoro sportivo — impone un cambio di paradigma scientifico. La gestione di una società o di un'associazione sportiva, così come l'impegno richiesto ai presidenti territoriali, non può più basarsi sull'improvvisazione: richiede tempo, competenze specifiche e un livello di responsabilità che rende sempre più difficile reclutare profili adeguati su basi esclusivamente volontarie.
La sfida lanciata dal Salone d'Onore del CONI è dunque chiara: per salvaguardare la funzione sociale dello sport, è indispensabile investire in risorse economiche e supporti professionali che affianchino i volontari, traghettando il sistema verso un modello di gestione moderno, sostenibile e strutturato.

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