Milano Cortina 2026: primi allenamenti per gli azzurri dello sci alpino, dello snowboard e del curling
Domani, 4 marzo, esordio per il doppio misto di curling, con Ioriatti e Bertò che affrontano la Korea

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Primi allenamenti per gli azzurri dello sci alpino, dello snowboard e del curling in carrozzina: oggi, martedì 3 marzo, le atlete e gli atleti hanno provato il ghiaccio e le piste dove, a partire dal 7 marzo, si svolgeranno le gare valide per i XIV Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Per gli atleti di alpino si è trattato della pista Olympia delle Tofane, mentre gli azzurri dello snowboard hanno provato la neve del Cortina Para Snowboard Park.
Lo Stadio del Ghiaccio ha invece visto le prime giocate degli atleti di curling in carrozzina.
I primi ad arrivare al Villaggio Paralimpico di Cortina sono stati, domenica 1 marzo, gli azzurri del wheelchair curling, seguiti, lunedì 2 marzo, da quelli dello sci alpino e dello snowboard.
Ventitré gli atleti presenti a Cortina, di cui 3 atleti guida, così distribuiti: 11 per lo sci alpino, 5 per lo snowboard, 7 per il curling.
Quarantadue, in totale, le atlete e gli atleti che compongono la Delegazione Azzurra ai Giochi Paralimpici, compresi anche quelli del para ice hockey, in gara alla Arena Santa Giulia, e quelli dello sci nordico e biathlon, impegnati allo Stadio del Fondo di Tesero.
Domani si comincia con le prime sfide ufficiali. Protagonista la squadra di doppio misto di curling in carrozzina, che a partire dalle 19:05 affronta la Korea.
A rappresentare l’Italia ci saranno Orietta Bertò e Paolo Ioriatti.
“L’obiettivo è quello di divertirmi – ammette Giacomo Bertagnolli, vincitore di 4 ori, 3 argenti e 1 bronzo ai Giochi Paralimpici da PyeongChang 2018 a Pechino 2022 – affrontiamo questa Paralimpiade in casa, con i miei amici, e questo è fantastico. In gara spero di migliorare i risultati ottenuti quattro anni fa a Pechino o, perché no, andare a podio in tutte e cinque le gare in programma”.
Andrea Ravelli, atleta guida di Giacomo Bertagnolli, sottolinea: “La cosa più bella di questi Giochi saranno le persone, i tifosi italiani che guarderanno le gare e faranno il tifo. L’aspetto migliore di essere un atleta guida è condividere le vittorie con il proprio atleta, anche se lungo il percorso ci sono molti momenti difficili da affrontare insieme, e bisogna impegnarsi per risolvere problemi che possono essere dovuti alla tecnica o allo stato d'animo dell'atleta in quel momento".