Patrizia Cribiori

Con Ugualmente Artisti trasformiamo la danza in un'opportunità di crescita per tutti

Patrizia Cribiori

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Ballerina, insegnante e fondatrice di Ugualmente Artisti, Patrizia racconta il percorso che, da oltre dieci anni, utilizza danza, teatro e musica per offrire a decine di ragazzi un'occasione di crescita, partecipazione e condivisione.

Per Patrizia Cribiori raccontare Ugualmente Artisti significa, prima di tutto, raccontare le persone che ne fanno parte. Gli spettacoli, i teatri, i riconoscimenti conquistati negli anni arrivano dopo. È un modo di descrivere il progetto che riflette perfettamente anche la sua idea di danza: mettere al centro chi la vive, prima ancora della performance.

Ballerina, insegnante e coreografa, Patrizia dirige da oltre vent'anni una scuola di danza. Per lungo tempo il suo percorso professionale si sviluppa all'interno della formazione artistica tradizionale, tra lezioni, saggi e spettacoli. Circa dieci anni fa, però, l'arrivo di Frank, un ragazzo affetto da tetraparesi che decide di avvicinarsi alla sua scuola, cambia profondamente il modo in cui guarda al proprio lavoro. “Con lui è nata una grandissima empatia”, racconta. Da quell'incontro prende forma un percorso che nessuno aveva immaginato e che cresce spontaneamente, alimentato dalle relazioni prima ancora che da un progetto strutturato. Frank coinvolge altri ragazzi conosciuti nei centri che frequenta, si avvicinano nuove famiglie, amici, volontari, fratelli e sorelle, fino a dare vita a una comunità che continua ad ampliarsi anno dopo anno. “Piano piano il gruppo è cresciuto in maniera esponenziale. Oggi siamo più di cinquanta ragazzi e, facendo esibizioni in giro, abbiamo raccolto intorno a noi anche più di venti volontari, che sono fondamentali per il progetto”, spiega Patrizia.

Quella che inizialmente nasce come un'esperienza condivisa diventa così una vera compagnia artistica, ma soprattutto un luogo nel quale ciascuno può trovare il proprio spazio. È questo l'aspetto che emerge con maggiore forza ascoltando Patrizia. Nel descrivere il lavoro quotidiano con i ragazzi non utilizza quasi mai parole come "limite" o "disabilità". Preferisce parlare delle persone, del loro carattere, delle emozioni che portano in sala prove e del modo in cui ciascuno riesce a interpretare la danza. “Io non preparo una lezione diversa. Faccio la mia lezione e ognuno la interpreta a modo suo. Non mi sono mai permessa di dire: questo non puoi farlo”, spiega. È una filosofia che negli anni ha definito l'identità di Ugualmente Artisti. Le coreografie non vengono costruite attorno alle difficoltà dei ragazzi, ma alle loro potenzialità espressive; ogni spettacolo prende forma attraverso il contributo di ciascuno, senza che nessuno venga identificato per ciò che non può fare. Io non vedo la disabilità, vedo i ragazzi. Ognuno di loro ha qualcosa da raccontare”, afferma Patrizia, riassumendo il principio che continua a guidare ogni scelta della compagnia. Da questa convinzione nasce anche l'idea di trasformare il palcoscenico in uno spazio dove ogni persona possa esprimere il proprio talento, come lei stessa racconta: “Ogni ragazzo porta sul palco qualcosa di unico. Il nostro obiettivo è creare uno spazio in cui ognuno possa raccontarsi attraverso la danza, la musica e il teatro. È un percorso che ogni giorno arricchisce tutti noi”.

Attorno al gruppo cresce, quasi naturalmente, anche una rete di persone che decide di condividere questo percorso. Le famiglie diventano parte integrante della compagnia, gli ex allievi della scuola di danza scelgono di mettere a disposizione il proprio tempo come volontari e diversi professionisti contribuiscono alla realizzazione degli spettacoli. Tra loro c'è anche la mamma di Frank, insegnante di musicoterapia al Conservatorio di Milano, che segue la parte musicale del progetto. È un lavoro corale che Patrizia costruisce ogni giorno anche attraverso piccoli accorgimenti, spesso invisibili agli occhi del pubblico ma fondamentali per chi vive la compagnia dall'interno.

La crescita della compagnia si riflette naturalmente anche negli spettacoli. Dalle prime esibizioni si arriva alla realizzazione di produzioni sempre più articolate, nelle quali danza, musica e teatro dialogano all'interno di veri e propri musical. Nascono così Avatar e, più recentemente, Disco Dance, l'ultima produzione di Ugualmente Artisti. La prima rappresentazione va in scena al Circo Stabile di Paride Orfei, davanti a circa quattrocento spettatori. Un'esperienza che Patrizia ricorda ancora con particolare emozione e che segna una tappa importante nel percorso della compagnia. Da quel momento iniziano ad arrivare nuovi inviti: il Castello Sforzesco di Milano, il World Dance Movement di Castellana Grotte, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla danza, e numerose manifestazioni in tutta Italia, nelle quali Ugualmente Artisti continua a portare il proprio modo di intendere l'arte come esperienza di crescita e condivisione. Ogni nuovo palco rappresenta certamente un traguardo, ma soprattutto un'occasione per permettere ai ragazzi di confrontarsi con realtà diverse, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e continuare un percorso che va ben oltre il momento dello spettacolo.

Fra tutte le esperienze vissute in questi anni, ce n'è una che Patrizia continua a ricordare con un'emozione particolare. È quella che ha portato lei e Frank davanti a Vasco Rossi, protagonista di uno dei momenti più significativi nella storia di Ugualmente Artisti.

Tutto nasce da "Un senso", una delle canzoni più amate dal cantautore, scelta da Patrizia e Frank come colonna sonora di una coreografia costruita insieme. Per Frank quel brano assume un significato speciale e, quasi senza immaginare che potesse davvero accadere, nasce il desiderio di poterlo interpretare proprio davanti a Vasco. Grazie al supporto di un'associazione che realizza i desideri di persone con gravi disabilità, quel sogno prende forma. Patrizia e Frank raggiungono lo studio del cantautore e presentano la loro esibizione in un contesto molto diverso da quello dei teatri ai quali la compagnia è abituata. Al termine della performance, Vasco Rossi si avvicina ai due interpreti, li abbraccia e pronuncia una frase che Patrizia conserva ancora oggi tra i ricordi più preziosi del progetto: “Avete dato veramente un senso alla mia canzone”. Esperienze come questa, spiega, contribuiscono a rafforzare nei ragazzi l'autostima, ad accrescere la consapevolezza delle proprie capacità e a dimostrare come il lavoro costruito con impegno possa arrivare a emozionare chiunque, indipendentemente dal contesto in cui viene presentato.

È anche con questo spirito che Ugualmente Artisti continua a partecipare a manifestazioni dedicate allo sport, alla cultura e all'inclusione, condividendo il proprio percorso con realtà che, pur operando in ambiti diversi, mettono al centro gli stessi valori. Tra gli appuntamenti più recenti c'è la Giornata dello Sport Paralimpico, promossa il 3 luglio dal Comitato Italiano Paralimpico Lombardia, in collaborazione con il Comune di Limbiate, che ha trasformato Piazza Walter Tobagi in un grande spazio aperto alla cittadinanza dedicato allo sport accessibile e alla partecipazione.

Per tutta la giornata bambini, ragazzi e famiglie hanno avuto la possibilità di conoscere e sperimentare numerose discipline paralimpiche, confrontandosi direttamente con atleti, tecnici e associazioni del territorio. Tennis e basket in carrozzina, scherma, hockey, tiro con l'arco, calcio balilla inclusivo e l'esperienza del Wheelchair Karting, con i kart ideati da Nico Tremolada, hanno permesso ai partecipanti di vivere in prima persona lo sport paralimpico, comprendendone il valore attraverso la pratica e il confronto diretto con chi lo vive ogni giorno.

In questo contesto si è inserita anche l'esibizione di Ugualmente Artisti, che ha portato al centro della piazza alcuni estratti di Disco Dance, l'ultimo musical della compagnia. Per alcuni minuti lo spazio dedicato alle prove sportive si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto, dove danza, musica e teatro hanno dialogato con lo spirito della manifestazione, offrendo al pubblico un'ulteriore chiave di lettura sul significato della partecipazione. “Per noi è sempre importante prendere parte a iniziative come questa”, racconta Patrizia. “Lo sport e l'arte utilizzano linguaggi diversi, ma condividono gli stessi valori. Entrambi permettono alle persone di mettersi in gioco, confrontarsi con gli altri e vivere esperienze che aiutano a crescere”.

La partecipazione alla Giornata dello Sport Paralimpico rappresenta, in fondo, una naturale prosecuzione del percorso costruito in oltre dieci anni di attività. Se il palco è il luogo nel quale i ragazzi raccontano sé stessi attraverso l'arte, manifestazioni come quella di Limbiate diventano occasioni per condividere questo messaggio con un pubblico sempre nuovo, creando un dialogo tra esperienze differenti ma accomunate dallo stesso desiderio di costruire una cultura dell'inclusione fondata sulla partecipazione attiva.

Oggi Ugualmente Artisti continua a preparare nuovi spettacoli e nuovi appuntamenti, mantenendo lo stesso approccio con cui tutto è iniziato oltre dieci anni fa. Cambiano i teatri, cambiano le piazze, cambiano i ragazzi che scelgono di entrare a far parte della compagnia. Rimane però immutata la convinzione che accompagna ogni prova, ogni laboratorio e ogni rappresentazione: offrire a ciascuno uno spazio nel quale potersi esprimere, crescere insieme agli altri e sentirsi parte di un progetto condiviso.

Ripensando al cammino compiuto finora, Patrizia preferisce parlare delle persone incontrate lungo la strada piuttosto che dei risultati raggiunti. È probabilmente questo l'aspetto che meglio racconta l'identità di Ugualmente Artisti. Ogni spettacolo rappresenta certamente un traguardo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza, perché dietro ogni coreografia c'è un percorso fatto di relazioni, fiducia, autonomia e condivisione che continua a crescere ben oltre il tempo della rappresentazione. Ed è proprio in questa capacità di mettere al centro le persone, prima ancora della performance, che il progetto continua a trovare la propria forza, trasformando la danza, il teatro e la musica in strumenti attraverso cui ciascuno può raccontare la propria storia e scoprire, insieme agli altri, il valore autentico del fare comunità.

Elisa Copeta

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