Papa Leone XIV accoglie in udienza i protagonisti di Milano Cortina 2026
Il Santo Padre: “Lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro, non un’esibizione di forza ma un esercizio di relazione”

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All’indomani della cerimonia di riconsegna del Tricolore nelle mani del Presidente della Repubblica, la delegazione azzurra è stata ricevuta questa mattina in udienza speciale da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, nel Palazzo Apostolico.
Un incontro che ha segnato il cerchio finale di un’avventura sportiva straordinaria, trasformando il successo agonistico in un momento di profonda riflessione umana.
Il gruppo, guidato dai Presidenti Luciano Buonfiglio (CONI) e Marco Giunio De Sanctis (CIP) e dai rispettivi Segretari Generali Carlo Mornati e Simone Rasetti, comprendeva i medagliati di Milano Cortina 2026 e una nutrita rappresentanza della Squadra Azzurra.
“Vi accolgo con gioia dopo la fine dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno diffuso nel mondo, insieme a competizioni di altissimo livello, anche un nobile messaggio umano, culturale e spirituale – le parole di Papa Leone XIV –. Grazie per ciò che avete testimoniato. Lo sport, quando viene autenticamente vissuto, non resta soltanto una prestazione, ma una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, di fatica, di attesa, di cadute e di ripartenze. Durante i Giochi abbiamo visto non solo corpi in movimento, ma storie, storie di sacrificio, di disciplina, di tenacia, in modo particolare nelle competizioni paralimpiche abbiamo osservato come il limite possa diventare luogo di rivelazione, non qualcosa che ostacola la persona ma che può essere trasformato, persino trasfigurato in vincolante qualità. Voi atleti siete diventati biografie che ispirano moltissime persone. In secondo luogo, il vostro affiatamento ci ricorda che nessuno vince da solo, perché dietro ogni vittoria tanti sono coinvolti: dalla famiglia alle squadre, molti giorni di allenamento, di pressione e di solitudine. Spesso è proprio in questi momenti che Dio si rivela.
“Lo sport concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità santa e una forma feconda di educazione – ha proseguito il Papa - Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza. Allenando la mente insieme alle membra, lo sport è autentico quando resta umano, cioè quando rimane fedele alla sua prima vocazione: essere scuola di vita e di talento. Una scuola nella quale si impara che il vero successo si misura dalla qualità delle relazioni, non dall’ammontare dei premi ma dalla stima reciproca, dalla gioia condivisa del gioco. Questa è la vita in abbondanza della quale parla il Vangelo: una vita piena di senso, una vita in cui corporeità e interiorità trovano armonia. Ecco la ragione della scelta di questa espressione evangelica come titolo della lettera che ho scritto proprio in occasione dell’inizio dei Giochi: La Vita in Abbondanza.
Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore. Lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro, non un’esibizione di forza ma un esercizio di relazione.
Ho voluto ricordare in occasione di questi Giochi il valore della Tregua Olimpica – ha aggiunto - con la vostra presenza avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente a fatto retorica. Spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro. Al contempo sappiamo bene che lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping, quella del profitto che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo, quella della spettacolarizzazione che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive la vostra testimonianza è essenziale. Cari atleti, voi siete stati testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo, portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi, che si possa vincere senza umiliare, che si possa perdere senza perdere se stessi. E questo vale anche oltre lo sport, nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli, perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia ma una ricchezza. In un’epoca di grandi sfide climatiche questi Giochi ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune. Oggi, in questa sala, guardiamo alla croce degli sportivi, la croce olimpica e paralimpica, che dai Giochi di Londra 2012 a quelli di Milano Cortina 2026 raccoglie preghiere, attese, speranze, paure e sofferenze delle donne e degli uomini che a ogni età condividono le loro esperienze sportive. Davanti a questo supremo ed essenziale esempio di dedizione rinnoviamo il desiderio di dare il nostro meglio, insieme, in ogni attività. Cari atleti, ringrazio tutti voi per il vostro impegno e prego affinché Gesù Cristo, vero atleta di Dio, ispiri a ciascuno sfide sempre più virtuose e doni la forza per viverle con passione. Mentre vi accompagno con la mia benedizione, vi affido una missione: continuare a far sì che la persona rimanga al centro dello sport in tutte le sue espressioni. Auguri a tutti voi”.
“Santo Padre, a nome del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e di tutto lo sport italiano, desidero esprimerle la nostra più sincera gratitudine per averci accolto oggi e per l’attenzione costante che Lei dedica al mondo dello sport – le parole del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio –. Le sue parole rappresentano per noi una guida preziosa: un richiamo continuo ai valori più autentici dello sport, come il rispetto, la solidarietà, il sacrificio e il senso di comunità. Valori che vanno ben oltre la competizione e che contribuiscono a formare donne e uomini migliori. Le nostre atlete e i nostri atleti, oltre che a vincere e a renderci orgogliosi, si impegnano ogni giorno a condividere concretamente il suo messaggio, non solo nelle competizioni, ma anche nella vita quotidiana, diventando esempi positivi soprattutto per le giovani generazioni. Santo Padre, la ringraziamo per il suo sostegno e per la forza morale che trasmette al nostro movimento. Continueremo a portare avanti, con responsabilità e orgoglio, questi principi, affinché lo sport sia sempre uno strumento di crescita, inclusione e pace. Grazie di cuore”.
“Santità, abbiamo avuto il piacere, l’onore e la fortuna di conoscere personalmente i suoi predecessori Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco - ha osservato il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis - Ritengo, però, che questa rappresenti un’occasione unica, storica ed irripetibile perché ha riunito qui al proprio cospetto l’universo dello sport olimpico e paralimpico. È un grande momento. So che lei è un uomo di sport e che è vicino al nostro mondo così come il nostro movimento è vicino alla Chiesa Cattolica. Abbiamo dei valori che sono insiti con quelli cristiani, dalla lealtà al fair play passando per l’inclusione, a prescindere da razze, tradizioni e qualsiasi estrazione. Il nostro compito è quello di accogliere e confrontarci con tutti lealmente sia durante una competizione sia al di fuori di essa, senza trascurare naturalmente ciò che la Chiesa promuove da millenni. Soprattutto per quanto riguarda il mondo paralimpico, non devono più esistere differenze e bisogna spalancare le porte del rispetto, dell’integrazione e della piena inclusione, non a parole bensì con i fatti. Tutti questi grandi atleti riuniti qui oggi e che hanno dato onore al nostro Paese dedicano le loro medaglie a lei affinché ognuno di noi possa diventare un cittadino migliore e credere davvero in quei valori che la Chiesa porta avanti da così tanto tempo”.


























































































































































































































































































































































